Certe cose non cambiano mai.
Altre, per fortuna, sì.

giovedì 28 luglio 2011

Fatti una domanda

La mente è affollata di domande, come il parcheggio del centro commerciale a 2 giorni da natale.
E come nella miglior tradizione, oltre a tutte le idee già parcheggiate e sistemate nei loro angolini comodi o meno, ce ne sono alcune che invece girano lente fra quelle accatastate cercando un posto per piazzarsi, staccare la spina e farsi il meritato pisolino.

Ma finchè non trovano pace mi scompigliano tutto lo spazio fra le orecchie e sono un po' moleste.

come volevasi dimostrare...

Per esempio.

. quanto mette in difficoltà sentirsi chiedere "ma sarai ancora qui fra 3 mesi/quest'inverno/per natale/il giorno del mio compleanno?" Ma come posso saperlo, se non so manco dove ho la testa e dove il resto?

. perchè ci sono persone che sentono l'obbligo di rendersi disponibili a parole - oh adesso che sei qui sì che ci vedremo spesso, saremo sempre insieme, ci sono tante e tali cose che voglio fare con te! - salvo poi essere sempre super impegnate, non rispondere alle chiamate, o rimandare sempre? Che bisogno c'è di fare la messinscena dell'amicone, è solo per il gusto di farla?

. come mai viene in mente di chiamare certi amici solo a orari improponibili?? Da mezzanotte in poi la mente è un turbinìo di nomi e facce che vorrei sentire, di cui vorrei avere notizie, e ovviamente la mattina dopo mi pare brutto rompere a chi c'ha da fare col risultato che non li chiamo...

. com'è che si fa così dannatamente in fretta ad abituarsi alla presenza di persone positive e belle che gironzolano nella tua vita, e quando queste si allontanano anche solo temporaneamente ti viene la nostalgia, ti senti un filo perso e parte quel malinconico "oh che voglia che c'ho di sentirlo/a!"

. ma anche, quanto fa piacere ricevere un sms che dice "stanotte ti ho sognato, mi manchi" e ritrovarsi a fare i sorrisoni leggendolo?

. perchè se ti fai un taglio sul dito ci sbatterai sopra altre 12 volte almeno, sempre sullo stesso punto, maledicendo la goffaggine e il calcolo delle probabilità che ti remano contro?

. quanta voglia si può avere di mettersi per strada in una delle giornate da bollino nero del traffico per andare a prendere lo zio amante dei libri e farsi con lui lunghe chiacchierate mentre lo si porta a casa, approfittando delle 2 ore di viaggio per aggiornarlo sulla propria opera e sulle sue evoluzioni?


... Poche risposte, tanti entusiasmi. Va bene così!

5 commenti:

mammadifretta ha detto...

all'ultima domanda rispondo..tanta"!

la tina ha detto...

un sacco, mammadifretta!!! :D

Owl ha detto...

Queste domande me le sento anche un po' mie... sicuramente la domanda 3 e la 4!!!

Ciao Tina, spero tu stia faendo dei bellisimi sogni!

sfollicolatamente ha detto...

Mi vedo il punto 2 avvicinarsi inesorabile: ora che torno in Italia, ci sono un paio di persone che so gia' che saranno troppo prese tra famiglia e lavoro per vedermi regolarmente (e probabilmente lo sar' anch'io presto...), ma si ostinano a sostenere il contrario. Boh, tra una settimana si vedra', e spero di essere smentita.
Comunque i rientri sono sempre emotivamente impegnativi, ma anche tanto energizzanti: evviva tornare tra persone belle e piene di energia!!

SuSter ha detto...

Anche io mi ritrovo nel punto 2. Oh, quando torni fatti sentire che ci vediamo. Visite di repertorio, quasi d'obbligo, a ogni mia permanenza nella città Natale, tanto per, e mi pare di non avere mai tempo... ho finito per non avvertire più nessuno quando ho in programma di rientrare,. così, tolto l'obbligo, il rivedere gente torna a rappresentare quell'opzione piacevole ed eventuale, se mi va e se mi ci incastra. Forse sono un po' troppo misantropa... Ma i rapporti di facciata mia ammazzano!

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