Certe cose non cambiano mai.
Altre, per fortuna, sì.

venerdì 24 agosto 2012

La formula della felicità.

In questi giorni sto partecipando ad un corso di studi sul tema dell'armonia.
E' fantastico, specie perchè la figura di uomo alla ricerca di armonia viene vista dal punto di vista filosofico, psicologico, economico, relazionale ecc. e quindi si hanno tante prospettive differenti da cui osservare e scoprire nuove idee.

Uno degli interventi più interessanti è stato fatto da una psicoterapeuta che ha parlato di felicità e dei molteplici tentativi dell'uomo di trovarla.

Apparentemente c'è una formula, studiata da una ricercatrice americana, che esprime una vera e propria ricetta per ottenerla.

F = P + (5 X E) + (3 X H)

F è la felicità, ovvio ^__^

P è l'insieme delle caratteristiche personali, la propria visione della vita, la predisposizione a rispondere in modo adeguato a ciò che la vita stessa propone

E racchiude i bisogni esistenziali dell'uomo, la salute, la sicurezza, le relazioni interpersonali di valore

H sono invece i bisogni superiori, l'appagamento e la soddisfazione personale, ad esempio.

Perchè E si moltiplice x 5, e H x 3? Perchè ovviamente i bisogni esistenziali devono essere soddisfatti in modo più incisivo rispetto a quelli superiori.
Difficilmente una persona sarà felice se ha un lavoro appagante o una carriera di prestigio ma non è sicura, o sana, o provvista di relazioni personali di un certo peso.

Se si sommano un'attitudine positiva alle sfide della vita (che siano alzarsi ogni mattina per andare al lavoro o accompagnare i nani a scuola, o scalare le montagne in cordata) con bisogni primari e superiori soddisfatti, avremo la felicità.


Più facile a dirsi che a farsi, eh?


Un'altra cosa che mi ha colpito molto della sua spiegazione è stata la questione dell'armonia fra i tre cervelli.
Ogni persona ha tre componenti fondamentali nel cervello che rispondono ai bisogni biologici, emotivi e di progettualità.
Quando queste tre componenti sono consonanti fra loro, io sono felice.
Quando io rispondo ai miei bisogni biologici in modo adeguato - quindi mi prendo cura di me, sono sazio e al caldo -, quando sono emotivamente sereno, in una situazione che non mi crea ansia o paura o stranimento, e mi sento libero di gestire la mia vita organizzando e progettando ciò che desidero, allora sono felice.



Mi ha fatto riflettere sui periodi in cui mi sento triste apparentemente senza motivo, sui momenti in cui non riesco a trovare felicità: sono quelli in cui non sono in armonia con queste tre esigenze fondamentali, magari mi sento emotivamente sola o circondata di indifferenza oppure non mi sento libera di fare quello che vorrei, mi sento in gabbia, senza senso.



Invece oggi mi sento felice, senza troppe spiegazioni.
Solo felice.

8 commenti:

ElizabethB ha detto...

Sai che detta così sembra davvero semplice? Roba da trascrivere la formula su un post-it e appiccicarla al frigorifero!

PS.
Sono contenta che tu sia felice!

Ilmondoatestaingiù ha detto...

Ecco, al di là di dubbie equazioni farcite di componenti non misurabili, si è felici perché si è felici, ossia perché si è in armonia con sé stessi, indipendentemente dal fatto che siano soddisfatti tutti i desideri e le pulsioni. Potresti essere più felice, forse, ma sei felice anche così.

Imparare a riconoscere il bello e non ricercare costantemente solo quello che non c'è, o che non si ha, ad esempio, è una via maestra alla felicità.

Buon corso...

la tina ha detto...

liz, le formule a me non funzionavano manco sui libri di matematica, pensa nella vita reale ;)
ma mi piace pensare che questi siano piccoli aiuti che possono aiutare a vivere meglio, a cogliere meglio le briciole di felicità sparse nell'aria.

imatig, la tua teoria della via maestra alla felicità mi ricorda un'altra cosa, cioè che a volte non ci diamo neppure il tempo di goderla perchè appena raggiunto qualcosa abbiamo subito un altro impegno, o obiettivo, o qualcosa di diverso su cui concentrarci.
come dice una mia amica, non ci diamo ppiù il tempo di pensarci felici.
pessima cosa, direi!

Robin ha detto...

Vero, vero, tutto vero. Il problema è come arrivare all'armonia dei tre cervelli ;)

Robin ha detto...

Vero, vero, tutto vero. Il problema è come arrivare all'armonia dei tre cervelli ;)

la tina ha detto...

eh robin, io provo a calarmi la teoria addosso, a indossarla come un mantello.
voglio prendermi cura di me fisicamente, coltivare relazioni che mi facciano stare bene e cercare di progettare e mettere in atto qualcosa che dia un senso al tutto.
non ci riesco ogni giorno, eh. però almeno so in che direzione posso muovermi!!!
^____^

Seavessi ha detto...

mah.
se dico che non sono d'accordo?

Quella lì è certamente la formula di uno stato di benessere. ma non della felicità, della serenità probabilmente.

la felicità è altro. Ci sono attimi di felicità splendente mentre intorno ti crolla tutto. La felicità è irrazionale, si può essere felici perché in quel momento c'è il sole anche se hai tutte le preoccupazioni del mondo, ed è per questo che la felicità è preziosa, perchè ti arriva a volte anche se non ci sono le condizioni perchè arrivi.

la tina ha detto...

ah beh, se dici che non sei d'accordo dovrò punirti molto duramente ^___^

è vero che ci sono momenti di felicità irrazionale. mattine in cui ti svegli smagliante e gioioso, e sei nelle stesse condizioni dei giorni precedenti in cui ringhiavi.

però a me in generale sembra corretto. un'attitudine positiva, con la dovuta attenzione a bisogni biologici ed emotivi, non può che aiutare a stare bene.

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