Certe cose non cambiano mai.
Altre, per fortuna, sì.

venerdì 9 settembre 2011

Il lavoro degli altri

E' un lavoro duro quello degli altri.
Quando gli altri sono le persone che ti conoscono, ti stanno a sentire quando racconti di te, di ciò che fai, vuoi, vivi, pensi, credi.

E' un lavoro duro quando si parla non di realtà, ma di sogni e aspirazioni.
Quando tu racconti di questi e chi ti ascolta desidera condividerli con te, il suo -duro- lavoro dipende dalla sua indole.

Può spingerti a osare, a sfidarti, a credere in te stesso fino allo spasimo.
Perchè quel qualcosa che si può realizzare è il tuo sogno. Ciò su cui stai investendo fior di energie e tempo e fatica e pipp rimuginazioni mentali e sogni di gloria.

Oppure può cercare di parare in anticipo il colpo che inevitabilmente arriverà.
Perchè non può non arrivare, perchè quello che tu desideri succede nei film, o nelle favole, o nei libri che ti divori. Ma non nella realtà. E se succede per davvero è a qualcun altro, e allora chi ti ama prova a ridimensionare i tuoi sogni, prova a farti intendere che "se non sarà quello sarà qualcos'altro e andrà bene comunque" e tu hai un bel dire che non sarebbe lo stesso, no. Che se ogni professione ha la sua dignità e ragione d'essere è comunque diverso realizzare un sogno dal fare un lavoro che ti fa avere uno stipendio ogni mese.
E se stai cercando di realizzare il primo, preghi di non sentir dire che se quello non va avrai comunque modo di trovare innumerevoli altre cose da fare. Certo. Ma non saranno realizzare un sogno, no?

E' un lavoro duro quello degli altri.
Specie quando a farlo sono quelli che ti amano, che conoscono i tuoi entusiasmi dalla fiamma facile che può bruciare per anni, focolai di passione che oltre a scaldare consumano, consumano un sacco.
E allora forse conviene non farli divampare.


Salire sulle montagne è faticoso e difficile, e se cadi da lì ti ammazzi.
E' meglio stare in piano per qualcuno, non si fa fatica e il rischio maggiore è ruzzolare senza farsi un livido.
Ma il piano non emoziona, non fa spaziare la vista. Non offre nuove prospettive, non ti fa realizzare i sogni, il piano.


E allora? Che si fa, a chi si da retta? Credere a se stessi è come giocare al lotto, la certezza di farcela di un giorno si frantuma con quella di fallire del giorno dopo.


Sarà anche un duro lavoro quello degli altri, ma a volte farebbero meno male a non farlo.

giovedì 8 settembre 2011

Impressioni di Settembre

Svegliarsi la mattina presto e sentire che l'aria ha rinfrescato la pelle, e tirarsi il lenzuolo addosso è proprio un piacere, su fino alle orecchie....

Poter uscire di casa senza svenire appena chiuso il portone perchè sembra di essere entrati in un forno acceso...




Vedere i campi di girasoli ormai esausti, che sembrano chiedere acqua e riposo dopo il lungo tour de force estivo...







Osservare il cielo sopra Assisi, coperto da nuvole leggere che le danno una luminosità irreale, da favola..


Sentire i profumi nell'aria, abbassare il finestrino dell'auto non solo per sentire meno caldo ma per godersi il piacere degli ordori nuovi...



Passeggiare per la campagna, con i colori che solo l'Autunno può avere, sentendosi assolutamente liberi e leggerissimi - ok, la caccia è ricominciata da 2 giorni e rovina un po' l'atmosfera, diciamocelo...









Osservare gli uliveti, con le piante dalle foglie argentate e cariche di piccoli frutti verdi e brillanti, ancora acerbi.

Nuovi desideri, propositi diversi, tante idee che nascono da una stagione amata, voluta, attesa.
La Tina adora Settembre.

lunedì 5 settembre 2011

Imbecillità a livelli di guardia.

La Tina ha la sua stazione radio del cuore.
Trasmette solo musica, e ogni ora 3-minuti-3 di notizie.

Non ha speaker, disc jockey famosi che si sentono in dovere di farti ridere, ospiti VIP che devono disquisire di tutto.

Musica, musica e musica.

Facendo zapping radiofonico capita di sentire il simpa di turno che chiacchiera, e quello beccato prima le ha lasciato un'espressione di incredulità-misto-sconforto.


La voce garrula e modulata affermava che "amici, c'è una nuova applicazione per smartphone utilissima a tutti coloro che hanno salutato gli amici prima di partire per le vacanze ma non possono permettersi di andare da nessuna parte. Se vi chiudete in casa con le persiane chiuse ma venite chiamati al cellulare, l'applicazione al terzo squillo fa partire la segreteria telefonica in lingua straniera, così la frottola raccontata è più credibile".



Ma dai. MA DAI!!!!

Il messaggio subliminale già di per sè è raccapricciante.
Se non ti puoi permettere di partire per le vacanze sei un poveraccio, e DEVI vergognarti.
Non c'è scampo, è obbligatorio.
E non pensare di barare! Per vacanza si intende minimo una settimana alle Barbados, dove sperare di incontrare Rihanna che coglioneggia in spiaggia, o Santropè dove il lettino e l'ombrellone costano solo 50 € al giorno. Cocktail esclusi, o-vvia-me-nte!

Non valgono permanenze inferiori alla settimana, non valgono visite a parenti e amici, non valgono weekend fuori. Siamo combattuti sulla validità della casa di proprietà, ma solo se è in località fashion e ricercata, ovviamente con vista e barbeque esterno in muratura.
Non puoi permetterti tutto questo? Vergognati! Te lo dice anche l'inventore di una merdosissima applicazione per smartphone.

E non solo devi vergognarti, ma punisciti! Fallo chiudendoti in casa, a serrande abbassate privandoti anche della luce (gratuita..) del sole, delle passeggiate serali che tanto bene fanno a tutti, di un gelato in cialda croccante con 4 gusti diversi che certe notti è la gioia del palato.
Punisciti per non essere al passo con questa società che esige la vacanza estiva, forza.

Ci sono considerazioni pratiche che una mente come la Tina non può che porsi:
. come la metti con l'abbronzatura? O dici che se stato in Islanda e sole nisba, ma uh quanti geyser!, oppure dici che al primo giorno ti sei beccato la dissenteria e hai passato le vacanze in camera da letto con l'aria condizionata accesa a vedere sky in ceceno;
. le foto? si possono comprare finti reportage di vacanza, magari con qualche fotomontaggio per collocarti sulla scena?
. come ti arrangi per la spesa? Se mandi qualcuno rischi di bruciarti il segreto! O forse il giorno prima della finta-partenza fai le scorte da attacco missilistico riempiendo la dispensa;
. la tovaglia la scrolli di notte in balcone quando tutti dormono oppure riempi di briciole il pavimento della cucina sperando di non essere assalito dalle formiche?


A parte le considerazioni sceme, ce ne sono un paio d'altre ben più serie (e più tristi) che questo infausto messaggio pubblicitario ha fatto nascere:

. perchè mi dovrei sentire in colpa se non posso permettermi le vacanze? Per quale stupidissimo motivo, visto che magari nella vita di tutti i giorni lavoro, pago le tasse, faccio la spesa, ho le bollette che crescono e riesco a gestire tutto questo, ma la spiaggia di Santropè proprio non ci scappa?

. in che schifosa società viviamo per sentirci osservati, scrutati e condannati dai cosiddetti "amici" - presumendo che agli estranei non gliene freghi un emerito nulla se noi andiamo o no in ferie - al punto da dover fingere di fare qualcosa per sentirci uguali a tutti gli altri?

La Tina non parla neppure per se stessa, dato che da brava disoccupata - leggi: scrittrice con ancora nulla di pubblicato - non se l'è fatte proprio, le vacanze. E onestamente non è che stia sveglia la notte a piangerci su.

La Tina pensa che qualsiasi cosa uno possa permettersi di fare con serenità andrebbe fatta e goduta, possibilmente.
Ma rincorrere quello che non si può avere, oltretutto barando per fingere di avrlo ottenuto, sia di una tristezza imbarazzante.

venerdì 2 settembre 2011

6 mesi. crescono così in fretta...



Era una notte buia e tempestosa.

Se fossi Snoopy il mio racconto inizierebbe così.


In realtà non era notte, anzi sì il primo post è stato notturno, scritto con attenzione, ponderato, letto e riletto. Curato come un neonato che esce per la prima volta di casa.

Sembra una vita fa, millemila cose sono cambiate nel frattempo.

6 mesi, mamma come si crecse in fretta!!
Quante cose scritte, lette, commentate. Quanti punti di vista diversi, nuovi, interessanti. Quanti stimoli!

A tutti, per tutto.

giovedì 1 settembre 2011

Balle in giostra.

No, la Tina non si riferisce a questo.


E' una cosa un po' diversa.
Ne ha le scatole piene di millemila cose, anzi diciamo che è partita da una roba a caso e poi ne ha trovate altre cento che la mandano in bestia.

Non sopporta più di avere ache fare con persone che non hanno alcuna voglia di crescere perchè è più facile e divertente essere bambini che adulti, quindi non si assumono responsabilità, non si accollano i problemi nè loro nè tanto meno degli altri - vurìa mai! - ma sono bravissimo ad aspettarsi tutto pronto e fatto, senza dover muovere un dito.

E' stufa di chi a persone così regge il gioco, trovando scuse tipo è ancora piccolo, o lasciamogli il tempo di crescere, o deve imprare da solo. E intanto si fanno prendere in giro, e sanno di essere prese in giro, e ci soffrono pure. A scarpate, altro che storie.

E già che c'è con le balle in giostra le vengono in mente altri motivi di sclero che spuntano un po' come i funghi quando piove, che tu passi per strada e li vedi tutti lì vicini con le loro capoccette scure e pensi: ma mica c'erano ieri, perdiana!
Ecco. Ma oggi sì.

La Tina è stufa di sè e del proprio procrastinare, del suo buttare il tempo, del suo lamentarsi perchè procrastina e butta il tempo.

E' stufa di sentirsi dire "eh carina questo carattere un po' spigoloso - leggi: di cacca - che ti ritrovi devi imparare a contenerlo, a moderarlo". Cacchio. Non che sia sbagliato, ma alla Tina secca da pazzi sentirselo dire.

E' pure arcistufa di chi sbologna grane proprie agli altri, di chi non sa gestire le sue beghe e gli scleri e pensa bene di elargirne a piene mani, tanto agli altri mica dà noia, ma figuriamoci.

Le sta pure sulle scatole il fatto che voleva tanto organizzare una cosa bellina e invece non lo può più fare perchè qualche genietto ci si è messo di mezzo sfasciandole non solo le uova, ma pure il paniere. Ecco, e allora 'sta cacchio di frittata fattela da solo.


Potrebbe continuare l'elenco aggiungendo voci prese a caso dal pozzo della sua insoddisfazione, dagli scaffali delle sue paturnie, dai nascondigli delle sue debolezze.
Ma crede di aver dato un'idea dell'umore, e comunque lamentarsene non farà cambiare di molto le cose.

Eppure, dà soddisfazione ogni tanto battere un po' i piedi e urlare contro il soffitto.
AAARGH!
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