Certe cose non cambiano mai.
Altre, per fortuna, sì.

domenica 18 marzo 2012

Occhi nuovi.

Nessun trappianto di cornea in vista.
Solo uno sguardo diverso, una consapevolezza nuova.

E' sabato sera, sono in macchina a parlare con mia sorella. Il discorso cade sull'attività che faremo insieme domattina, e mi spiega che con noi ci sarà Pimpirilla, una ragazza che al momento sta attraversando una fase un po' difficile.
Difficile come?
Difficile economicamente (fosse l'unica, scatta il pensiero-cinico in automatico: con 'sta crisi, e i prezzi alle stelle, e prima di fare benzina ti viene da fare i confronti con 3 distributori diversi, ecc ecc); e aggiunge, ora mangia una volta al giorno.
Come?
Mangia una volta al giorno.

Mi stai dicendo che una persona che conosco, con cui ho parlato e parlerò ancora, ha da mangiare una sola volta al giorno? Non una figura generica e nebbiosa, di cui tutti conosciamo l'esistenza ma mai l'identità; proprio una persona vera, di cui conosco il nome, che abbraccio quando saluto, che domattina passo a prendere per andare insieme in un posto. Ecco, lei mangia una volta al giorno.

Non posso negare di averle paragonate, mentalmente, alle ennemila volte in cui mangio io. Lasciando perdere i pasti principali, mi capita di mangiare ogni volta che mi viene fame e a volte anche quando non ce l'ho, per noia, per nervoso.

Mi sono sentita come se m'avessero strappato una coperta dagli occhi. Le persone in difficoltà non sono solo gli anziani-che-non-arrivano-a-fine-mese, gli immigrati-col-lavoro-in-nero, i precari-senza-nessuna-garanzia. Queste figure mitologiche sono persone REALI, sono conoscenti, amici di amici, esseri umani con cui parliamo, spesso ignari delle difficoltà che affrontano.

Ieri sera ho detto a mia sorella: facciamole una spesa. Non risolve i suoi problemi, ma non mi sembra giusto che domani debba scegliere se fare pranzo o cena. Prendiamole quelle cose essenziali che prenderemmo per noi stesse. Le abbiamo riempito una busta con pacchi di pasta, fette biscottate, uova, minestra di legumi, marmellata, polpa di pomodoro e olio extravergine, e altre cose.
Lo so che non risolve il problema di nessuno, una bustata della coop. Lo so che fra 10 giorni quelle cose saranno finite, e a lei non sarà spuntata la piantina dei soldi sul balcone di casa.

Ma da qualche parte si può iniziare a cambiare le cose, e se in questo momento possiamo fare questo, beh, facciamolo.

Stamattina, quando siamo andate a prenderla, me la sono trovata davanti. Pimpirilla è più giovane di me, studia da fuorisede e mi parlava sorridendo degli esami universitari, dei 30 e 30 e lode che sta macinando con fatica e un impegno assoluto. Ha ascoltato i miei sproloqui sul libro e sul concorso, mi ha incoraggiato, ha sorriso delle mie speranze e paure. Mi ha raccontato un po' della sua vita. Non ha accennato alle difficoltà, d'altro canto non ci conosciamo così bene, e sono certa non sia una cosa facile da raccontare.
Ma io la sapevo, e non smettevo di pensare a quanta forza deve avere una persona per essere così serena e gentile e sorridente mentre (con tutta probabilità anche mentre parlavamo) ha fame.

Sono certa che Steve non parlasse di questo.


Quando l'abbiamo riaccompagnata a casa, mia sorella ha aspettato qualche minuto e poi le ha portato su la busta con la spesa. Ha cercato le parole giuste per farle capire che non era carità, o un modo per sentirsi più bravi o migliori; non c'era autocompiacimento. Era una condivisione, dato che in questo momento potevamo e volevamo fare qualcosa insieme.

Quando è tornata giù le brillavano gli occhi, perchè ha detto che non solo non si era offesa, ma l'aveva abbracciata e aveva capito lo spirito con cui era stato fatto il gesto.


Dobbiamo guardare il mondo con occhi nuovi, e vedere davvero le persone che ci circondano.
Dietro a visi sorridenti o corrucciati, dietro espressioni tese o rilassate o assenti possono esserci difficoltà enormi che noi neppure immaginiamo.

Ma se possiamo fare qualcosa per modificare quella situazione,
noi facciamo qualcosa di grande.

7 commenti:

sfollicolatamente ha detto...

Avete fatto benissimo. La parte piu difficile capisco che sia stata spiegare il gesto alla vostra amica, e se lei ha capito vuol dire che tua sorella le e' molto vicina, oppure e' davvero brava, o anche tutte e due le cose :-)

Ilmondoatestaingiù ha detto...

Tantissimi anni fa la mia ex moglie tornò dalla spesa dal negozietto sotto casa con l'etto di prosciutto cotto che ci faceva da cena, e il rimorso per aver provato il desiderio di rubare un panetto di burro.

Ai tempi ci sentivamo come nella canzone di Battisti, al 18 del mese i soldi erano già finiti.

So cosa vuol dire. Chi si è trovato in quelle situazioni sa che un aiuto qualsiasi è manna dal cielo.

Avete fatto bene. Fatelo ancora.

Corie Bratter ha detto...

mi hai lasciata un po' costernata ... se si arriva a risparmiare sul cibo vuol dire che proprio siamo alla frutta come Nazione !!!

verrebbero q auesto punto troppe considerazioni, ma te le risparmio: sono troppo aamare!

la tina ha detto...

sfolli, c'è una bella relazione fra mia sorella e pimpirilla, e sono felice che lei abbia capito lo spirito con cui l'abbiamo fatto. anche a me sembrava la parte più difficile, trovare il modo per spiegarsi.

ilmondoatestaingiù, benvenuto :)
e grazie per le tue parole. nella mia fortuna immensa non mi sono mai trovata in questa situazione, ho ricevuto tanto aiuto quando ne avevo bisogno. ma rendermi conto che una persona così vicina a me sta attraversando questa cosa mi fa pensare: quante altre persone che mi erano vicine ci si sono trovate, senza che io ne avessi un'idea?
per questo voglio occhi nuovi :)

corie, anche io mi sono sentita molto amareggiata all'inizio. ma poi è prevalso il desiderio di cambiare, per quanto in minima parte, questa situazione. e credimi, da disoccupata non posso certo permettermi di cambiarla come vorrei, purtroppo.
ma un minimo gesto è già qualcosa.
ti abbraccio.

ElizabethB ha detto...

Ecco, io tremo perchè c'è la possibilità che nei prossimi mesi io resti senza lavoro...ma santo cielo, c'è la possibilità, non è sicuro, e poi Darcy non ha questa incognita, quindi...di fronte al tuo post mi dico, perchè mi angoscio per me stessa? C'è da pensare agli altri, cavolo.

dabogirl ha detto...

già.
Alla mensa gestita dalla caritas e dalla parrocchia che conoscevo, stavano da tempo arrivando sempre più spesso "insospettabili", lavoratori normali, che non ce la fanno.

e poi ti trovi a arrabbiarti con quelli che "ci marciano", tipo quelle organizzazioni (criminali) che inventano storie strappalacrime per prenderti soldi.. e rubarli a te, ma in primo luogo a chi, come la tua amica, ne ha bisogno.

la tina ha detto...

liz, per me è stata davvero una doccia freddissima. non era una situazione in cui mi fossi mai trovata prima, e mi ha lasciata di sale.
spero che per il tuo lavoro le cose vadano bene, davvero. keep me posted.

dabo, anche a me fa rabbissima chi ci marcia, e chi non capisce che ci sono problemi talmente reali e vicini da non poter fare finta di non vederli.

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