Certe cose non cambiano mai.
Altre, per fortuna, sì.

lunedì 6 febbraio 2012

Percorsi

In questi giorni sto rifletendo sui viaggi, i percorsi.
Non intesi come "andare da A a B", bensì come atti in sè, come movimenti fra un punto di partenza - mai troppo definito - e un punto di arrivo che a volte, nella sua fondamentale importanza, conta molto meno di ciò che si attraversa per raggiungerlo.

Quali sono i percorsi migliori? Quelli noti, da fare con fiducia e a volte con noia, o quelli inaspettati, più difficili, da affrontare con circospezione e una punta di sospetto?


Se cammino in casa mia di notte, con tutte le luci spente, sono in grado di raggiungere il letto senza toccare nulla. Il corridoio in cui evito la pianta in vaso; la porta che divide la zona giorno e la notte, in cui sbatto con regolarità contro lo stipite - ma questo accade anche in pieno giorno, è che non ci faccio attenzione - poi la curva a destra dell'altro corridoio, senza centrare in pieno la scarpiera; infine la porta della mia stanza, che mi chiudo alle spalle.

Mi piace la sicurezza con cui l'affronto, mi piace conoscerlo, sapere quali quadri sono attaccati alle pareti, dove si trovano gli interruttori, dove le altre porte.

E' rassicurante. Non posso dire sia molto emozionante, questo no.
Così come non lo sono i percorsi affrontati quotidianamente, i tragitti casa-scuola, casa-lavoro, ufficio-supermercato, ecc.
Li compiamo sovrappensiero, con la mente focalizzata su ben altre cose e il pilota automatico inserito, spesso non accorgendoci bene di ciò che ci circonda. Tanto l'abbiamo già visto, lo conosciamo.  
Been there, done that.


I percorsi nuovi, invece, sono tutta un'altra storia.
Quelli che scegliamo e quelli che ci si parano davanti, senza tanti complimenti, e pretendono la nostra attenzione.
Sono curve dietro cui non sappiamo cosa trovare. Una salita? Una discesa? Uno spazio aperto? Uno steccato, magari. E allora dove si va?


Ogni mossa richiede maggiore attenzione, qualche precauzione in più, e l'impazienza dobbiamo presto imparare a ficcarcela in tasca per non rischiare di sbagliare strada.
Che poi, qual'è la strada giusta? Quella che volevamo fare fin dall'inizio? E se durante il percorso qualcosa cambia, evolve, ci fa scoprire lati insapettati che ci portano a mutare prospettiva e destinazione?

Con tutte queste variabili e le paure che nascono dentro, perchè affrontarli 'sti benedetti viaggi?
Cosa ci spinge?
A me succede per la fame di novità. Il desiderio di rimettermi in gioco, di scoprire qualcosa di me che non conosco ancora. La voglia di aggiungere un altro pezzettino al puzzle che sto costruendo, anche se in certi momenti mi sento come se m'avessero dato le istruzioni sbagliate per completarlo.

Quando ho scritto l'ultimo post mi sentivo sbattuta in mezzo al caos senza una bussola.
Ma mi sono arrivati incoraggiamenti e stimoli da tante parti, anche fuori dal blog, alcuni inaspettati e davvero preziosi.

E così mi sono messa a ragionare un po'.
Perchè mi sento così persa? Così senza direzione, senza una guida anche solo sussurrata?
Perchè il percorso che ho scelto è completamente nuovo, per me. E' una strada mai fatta, con qualche pozza ghiacciata in terra che mi fa scivolare nella malinconia e nell'autocommiserazione del non-ci-arriverò-mai; ma ha anche viste bellissime, compagni di viaggio - fisici ed emotivi - preziosi e pieni di spunti intriganti.

Ed è la mia strada, il mio viaggio. Per ora. Se la destinazione sarà quella che mi ero prefissata ok, sennò ce ne sarà un'altra e avrà le sue caratteristiche per attrarmi irresistibilmente verso di sé, no?

Voglio sentirmi viva, protagonista di questo mio percorso.
E come dice la poetessa:

"Non c'è vita che almeno per un attimo non sia stata immortale."

4 commenti:

dabogirl ha detto...

buon viaggio, mia cara!
Sarà un viaggio che ti farà ricca.

sfollicolatamente ha detto...

Brava Tina, enjoy the ride! :-)

Chiara ha detto...

Mi hai fatto venire in mente una canzone e allora te la dedico, spero che ti piaccia http://m.youtube.com/index?desktop_uri=%2F%3Fgl%3DIT%26hl%3Dit&hl=it&gl=IT#/watch?v=PaRUqzErRz0
Ti abbraccio!

la tina ha detto...

grazie dabo, al momento è un viaggio (fisicamente) immobile, ma sai come si dice: a journey is not a trip, is a state of mind! ^_^

sfolly, farò del mio meglio ;)

chiara, grazissime! non ti leggevo da un po' qui, è un piacere ritrovarti

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